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19 Marzo 2020Tcp / Ip parte 2
25 Marzo 2020
Tcp / Ip parte 1
Miliardi di bit viaggiano ogni giorno sulla Rete. Vi siete mai chiesti come fanno ad arrivare al corretto destinatario?.
Non è certo fondamentale sapere come funziona uno spinterogeno o un albero di trasmissione per guidare un’automobile.
Analogamente, al giorno d’oggi, non serve sapere come funziona un computer per poterlo utilizzare.
La tecnologia ci scherma sempre di più dal come una cosa funziona spostando l’attenzione sulla cosa fare per utilizzarla..
Una volta la tecnologia era per un’élite abbastanza ristretta di studiosi, ricercatori e studenti,
Oggi una realtà a disposizione di tutti. Non solo è diventato semplice navigare nella Ragnatela, ma oggi chiunque può facilmente costruirsi le sue pagine e agganciarle a uno dei tanti siti Web che ospitano pagine private.
Non c’è più neanche bisogno di conoscere l’HTML, grazie alla proliferazione di editor HTML commerciali e di pubblico dominio. In quanto ai risultati estetici, beh, lì non c’è programma che tenga.
Ma cosa c’è sotto a tutto ciò? Per chi è ancora e nonostante tutto interessato a capire come funzionano le cose, potrebbe sempre tornare utile… , ecco a voi il “TCP/IP, questo sconosciuto”.
Il nome completo è TCP/IP Internet Protocol Suite.
E’ un insieme di protocolli di trasmissione di cui i due principali sono appunto il TCP (Transmission Control Protocol) e l’IP (Internet Protocol).
Ma che cosa è esattamente un protocollo?
Essenzialmente è una serie di regole per comporre dei messaggi e per far sì che essi possano essere scambiati tra due macchine.
Non stiamo parlando solo di computer. Anche una centrale telefonica meccanica può ricadere in questa definizione.
Un protocollo può contenere regole estremamente dettagliate, come quelle che identificano il significato di ogni singolo bit nella costruzione di un messaggio, oppure fornire uno scenario di alto livello, come per esempio definire come avviene il trasferimento di un file da un computer a un altro.
Fondamentalmente un protocollo sta alla trasmissione dati come un linguaggio di alto livello sta alla programmazione.
Un linguaggio di programmazione comprende regole estremamente dettagliate che devono essere seguite alla lettera – guai a dimenticare anche un solo punto e virgola alla fine di un’istruzione.
Le strutture di alto livello vanno costruite nel modo corretto, pena errori nella struttura logica del programma.
Una generica architettura di trasmissione è formata da una torre a più piani, dove ogni piano rappresenta una precisa responsabilità nella trasmissione dei messaggi.

Alla base della torre sta la porta di accesso alla rete fisica, che potremmo pensare come una rete di strade.
Ogni piano prende il messaggio che arriva dal piano superiore, lo mette in una busta con alcune informazioni aggiuntive, e lo passa come messaggio al piano inferiore.
Le regole di comunicazione tra i vari piani sono dette interfacce.
Il messaggio risultante, formato da tante buste una dentro l’altra, viene immesso nella rete dalla porta che si trova alla base della torre.
Una volta arrivato al piano terreno infatti, esso viene trasportato alla torre di destinazione e da qui risale un piano dopo l’altro fino all’ultimo piano, detto anche livello applicativo.
Ogni piano della torre di destinazione apre solo la busta che gli compete e usa le informazioni aggiuntive per recapitare la busta successiva al piano superiore.
Le informazioni aggiuntive rappresentano il protocollo di comunicazione.
Ogni piano comunica quindi solo con il piano corrispondente.
Esempio: Il direttore della Pippo e Figli manda una lettera riservata al direttore della Pluto e Consorte.
Il modo con cui i due comunicano, per esempio i riferimenti a lettere precedenti, lo stile della lettera, il modo di salutare alla fine della lettera, e così via, rappresenta il protocollo ad alto livello, cioè quello applicativo.
Per spedire la lettera il direttore lo passa alla sua segretaria.
Ciò avviene secondo le regole interne della Pippo e figli, ed è perciò un’interfaccia.
La segretaria prende la lettera, la mette in una busta aggiungendo il nome del destinatario e la scritta RISERVATO.
Queste informazioni sono per la sua controparte nella Pluto e consorte, ed è quindi anch’esso un protocollo.
La busta viene quindi passata all’Ufficio Posta dell’edificio secondo la procedura ordinaria (altra interfaccia), il quale aggiunge l’indirizzo completo, il CAP e altre informazioni necessarie alla spedizione, e la passa quindi al corriere, che rappresenta il meccanismo fisico di trasferimento del messaggio.
Terzo protocollo.
Quando la lettera arriva, questa viene gestita dall’Ufficio Posta della Pluto e consorte che, dopo aver buttato la busta esterna con l’indirizzo dell’edificio, la passa alla segreteria del direttore.
Questa registra l’arrivo della missiva, la toglie dalla busta più interna, e poi consegna la lettera vera e propria al direttore della Pluto e consorte.
È evidente che perché il sistema funzioni bisogna che i vari protocolli siano rispettati da entrambe le aziende.
Mentre infatti le interfacce possono essere diverse (ogni azienda ha le sue procedure interne), i protocolli devono essere stati concordati prima, altrimenti alcune informazioni potrebbero andare perse, o addirittura la lettera potrebbe non essere recapitata in tempo.
Pensate a una segretaria italiana che riceve una busta da una consociata asiatica con sopra scritto URGENTE in cinese!
Ne nasce una considerazione importante.
La base di ogni protocollo è il concetto di standardizzazione.
Più vasta è l’accettazione dello standard, più forte e diffuso è il protocollo.
Gli standard internazionali sono in genere i più importanti, ma non sempre.
Un esempio è proprio il TCP/IP, nato per volontà dell’agenzia americana DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) e poi diventato di fatto il maggior sistema di protocolli per l’interconnessione di reti a livello mondiale.
Alla prossima puntata…
